GLI ORGANI BRUCIATI NELLA STORIA
IL FUOCO, LA GUERRA, LE CATASTROFI E LE RINASCITE DEGLI STRUMENTI CHE HANNO PERSO LA VOCE
Un organo può vivere per secoli, può attraversare generazioni di organisti, cambiamenti del gusto musicale, restauri, trasformazioni liturgiche e persino guerre. Può essere modificato decine di volte e conservare comunque qualcosa della propria voce originaria.
Ma c'è un nemico che, più di ogni altro, può cancellare in pochi minuti tutto questo patrimonio:
il fuoco.
Un organo è infatti un oggetto particolarmente vulnerabile. Legno, pelli, somieri, mantici, strutture portanti, decorazioni, migliaia di canne e una grande quantità di piccoli componenti convivono spesso all'interno di edifici antichi, dove un incendio può trasformarsi in una catastrofe.
E così la storia dell'organaria è anche una storia di organi scomparsi tra le fiamme: alcuni furono distrutti da incendi accidentali, altri da fulmini, altri ancora da incendi dolosi, molti furono vittime delle guerre e dei bombardamenti.
Ma esiste anche l'altra faccia della storia: organi che sopravvissero miracolosamente, strumenti ricostruiti dopo la distruzione, parti antiche salvate dalle rovine e organi che, dopo decenni di silenzio, tornarono finalmente a suonare.
Quella che segue è una selezione di alcune delle vicende più significative e sorprendenti.
IL FUOCO PUÒ ARRIVARE IN QUALSIASI MOMENTO
Uno degli aspetti più crudeli di queste storie è che l'incendio può arrivare quando un organo è appena nato.
A Reims, nella cattedrale di Notre-Dame, esisteva già nel Quattrocento un grande organo. Nel 1481 un incendio devastò parte della cattedrale e l'organo fu in gran parte distrutto.
Il suo destino, però, non fu quello di scomparire completamente: la cassa venne ricostruita nel 1487 e nuovamente modificata nel XVII secolo. Anche lo strumento che oggi conosciamo conserva dunque, nella sua storia, la memoria di un organo medievale passato attraverso il fuoco.
È un primo esempio di quella che diventerà una costante della storia organaria:
l'incendio distrugge un organo, ma non necessariamente la sua storia.
STRASBURGO: IL PRIMO ORGANO DELLA CATTEDRALE
Anche a Strasburgo il fuoco colpì molto presto la storia dell'organo.
La cattedrale possedeva già un organo nel XIII secolo. Il primo strumento di cui si abbia notizia, attribuito al domenicano Ulrich Engelbrecht, era stato installato nel 1260.
Nel 1298 venne distrutto da un incendio.
Fu sostituito da un nuovo strumento negli anni successivi.
Oggi di quell'organo medievale non resta naturalmente nulla di materiale; rimane però la testimonianza di quanto sia antica la presenza dell'organo nelle grandi cattedrali europee e di quanto presto il fuoco abbia iniziato a cancellarne le tracce.
IL GRANDE INCENDIO DI PASSAU
Nel 1662 un enorme incendio devastò Passau.

Anche il Duomo di St. Stephan fu gravemente colpito e gli organi presenti nell'edificio andarono perduti.
Le cronache della storia organaria ricordano un particolare impressionante: il calore fu tale da provocare la fusione dello stagno delle canne, che si raccolse sul pavimento.
Per un organaro, è un'immagine quasi terribile da immaginare:
un organo trasformato in metallo liquido.
Dopo la catastrofe iniziò una nuova stagione organaria a Passau, destinata a portare nei secoli successivi alla costruzione del celebre complesso di organi del Duomo.
Il fuoco aveva cancellato gli strumenti precedenti, ma non aveva cancellato la vocazione musicale dell'edificio.
POITIERS: L'INCENDIO DI NATALE
A Poitiers, il fuoco arrivò in una circostanza ancora più particolare.
Era il 25 dicembre 1681, un incendio colpì la cattedrale e distrusse il grande organo.
Per quasi un secolo la cattedrale dovette fare a meno di un grande strumento paragonabile a quello perduto, fino alla costruzione del monumentale organo di François-Henri Clicquot tra il 1787 e il 1791.
Un organo distrutto nella notte di Natale. Un altro costruito quasi un secolo dopo.
È una delle tante volte in cui la storia dell'organo segue tempi molto più lunghi della vita delle persone.
ROMA: ANCHE SANT'AGOSTINO HA CONOSCIUTO IL FUOCO
Non dobbiamo pensare che queste vicende riguardino soltanto il Nord Europa.
Nella basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio a Roma, uno strumento costruito nel XVII secolo da Giuseppe Catarinozzi e Giuseppe Testa fu distrutto da un incendio.
Fu sostituito nel 1682 da un nuovo organo costruito da Giacomo Alari.
La storia della basilica continuò poi con altri strumenti, fino all'organo Vegezzi-Bossi del 1905 che ancora oggi occupa la cantoria in controfacciata.
Qui il fuoco non rappresentò quindi la fine dell'attività musicale.
Rappresentò un passaggio.
Un organo scompare. Un altro prende il suo posto.
DUE ORGANI DISTRUTTI AD AMBURGO
Amburgo è una delle città che più di altre permettono di comprendere quanto il fuoco abbia inciso sulla storia dell'organaria tedesca.
La città conobbe diversi incendi devastanti e anche importanti strumenti andarono perduti.
A St. Michaelis, il grande organo precedente venne distrutto nel 1762.

Molto più tardi, nel 1906, un altro grande organo della chiesa fu nuovamente distrutto da un incendio.
Ma la vicenda più dolorosa riguarda probabilmente St. Nikolai.
Nel grande incendio di Amburgo del 1842, la chiesa e il suo organo andarono perduti.
Quell'organo era legato alla tradizione di Vincent Lübeck, organista di St. Nikolai, e apparteneva a una città che aveva rappresentato uno dei centri fondamentali dell'organaria del Nord Europa.
Quando il fuoco cancellò lo strumento, non scomparvero soltanto legno e metallo, scomparve una voce della grande scuola organistica del Nord.
ALEXANDRA PALACE: SEDICI GIORNI
Ma arriviamo a una delle storie più incredibili.
Londra, 1873.
Il nuovo Alexandra Palace viene inaugurato il 24 maggio.
Per la sua enorme sala da concerto è stato costruito un gigantesco organo di Henry Willis.
Tutto è nuovo. L'edificio è nuovo. L'organo è nuovo. Il pubblico ha da poco apprezzato. E poi, dopo appena sedici giorni, l'intero palazzo viene devastato da un incendio.

Il primo grande organo di Willis viene completamente distrutto.
Il costruttore si trovava nell'edificio e tentò di salvare parte delle canne, rischiando di essere colpito dai vetri incandescenti che precipitavano dall'alto. Una testimonianza successiva di Henry Willis III racconta che il progetto del nuovo organo fu ordinato praticamente subito, con la celebre frase secondo cui l'ordine sarebbe arrivato "prima che il metallo fuso delle canne si raffreddasse".
E infatti nel 1875 il nuovo Alexandra Palace riaprì con un secondo grande organo Willis, uno dei più importanti strumenti da concerto del suo tempo.
La storia, però, non era finita.
Durante la Seconda guerra mondiale una bomba volante V1 esplose dietro la grande finestra dell'organo.
Le canne furono rimosse e conservate, ma lo strumento subì anni di abbandono e vandalismi.
Poi arrivò un altro incendio: 10 luglio 1980.
Le fiamme distrussero la Great Hall e ciò che rimaneva dell'organo.
Sembrava la fine definitiva, invece nel 1982 iniziò il recupero.
Nel 1990, dopo oltre cinquant'anni dall'ultima grande stagione concertistica, l'organo parzialmente ricostruito tornò a suonare nella Great Hall.
Il caso dell'Alexandra Palace è dunque quasi unico:
un organo nato nel 1873, distrutto dal fuoco dopo sedici giorni, ricostruito, danneggiato dalla guerra, abbandonato, nuovamente colpito dall'incendio e infine rinato.
YORK: UN INCENDIO DOLOSO
Nel 1829 il fuoco arrivò a York Minster.
Non fu un incidente. Il responsabile era Jonathan Martin, che aveva assistito alla funzione serale e si era nascosto nella cattedrale prima della chiusura e durante la notte appiccò il fuoco.Le fiamme distrussero il coro, il tetto e il grande organo.

Lo strumento che era durato meno di sei anni venne completamente distrutto.
Ma anche qui la storia ripartì: un nuovo organo venne commissionato a Elliott & Hill e alcune parti dell'attuale strumento conservano la memoria di quella ricostruzione.
Il caso di York mostra un'altra caratteristica ricorrente:
l'organo può morire, ma l'organizzazione musicale della cattedrale continua.
LA GUERRA: QUANDO IL FUOCO ARRIVA DAL CIELO
Nel Novecento la situazione cambiò radicalmente: gli organi non erano più soltanto vittime di incendi accidentali o di fulmini, durante le guerre, il fuoco poteva arrivare dal cielo.
Uno dei casi più drammatici è quello di Lübeck.
Nella notte tra il 28 e il 29 marzo 1942, un bombardamento incendiò gran parte della città.
La Marienkirche fu quasi completamente distrutta.
Tra le opere perdute c'era il celebre Totentanzorgel, l'organo della Danza Macabra, legato alla grande tradizione organistica della chiesa e alla figura di Dieterich Buxtehude; secondo la tradizione, Johann Sebastian Bach potrebbe averlo ascoltato durante il suo soggiorno a Lübeck.

Il fuoco cancellò lo strumento.
Ma cancellò anche una parte dell'ambiente sonoro nel quale si era sviluppata la musica organistica del Nord Europa.
VIENNA: L'ORGANO DELLO STEPHANSDOM
Nell'aprile del 1945, mentre la Seconda guerra mondiale volgeva al termine, anche Vienna conobbe la distruzione.
Lo Stephansdom venne colpito da un incendio.
Le fiamme si propagarono dal tetto e raggiunsero la grande orgue sulla tribuna occidentale.

La documentazione ufficiale della cattedrale è molto chiara: l'organo fu completamente distrutto.
Con esso andarono perduti anche altri importanti elementi dell'arredo storico della cattedrale.
È una delle immagini più drammatiche della storia organaria del Novecento: un enorme organo monumentale divorato dalle fiamme mentre intorno a lui brucia uno degli edifici simbolo dell'Europa.
E ancora una volta, dopo la distruzione arrivò la ricostruzione.
Nel 1960 lo Stephansdom ebbe una nuova Riesenorgel.
QUANDO UN ORGANO È DISTRUTTO DALL'INCENDIO DELLA GUERRA
Il caso di Vienna non è isolato.
A Stoccarda, nel luglio 1944, l'organo Walcker della chiesa di St. Maria fu completamente distrutto da una bomba alleata.
A Magdeburgo, il grande organo Röver del Duomo andò perduto durante i bombardamenti del 1945.
E a Lübeck, come abbiamo visto, la guerra cancellò strumenti che appartenevano direttamente alla storia della musica barocca.
La guerra quindi non distrusse soltanto gli edifici.
Distrusse la possibilità stessa di ascoltare strumenti storici che erano ancora presenti, funzionanti e spesso modificati soltanto in minima parte.
UN ORGANO COSTRUITO CON MATERIALI DI GUERRA
Ma la storia può prendere una piega completamente diversa.
A Rimini, nella chiesa di Sant'Agostino, nel 1945 venne costruito un organo utilizzando materiali di recupero: lattine, scatole di munizioni, pelle di stivali e altri materiali provenienti dalla guerra.

Era diventato un simbolo di rinascita in un'epoca devastata.
E nel 1965 anche questo strumento fu quasi completamente distrutto da un incendio.
Il particolare straordinario è che alcune delle sue caratteristiche canne realizzate con lattine sono ancora conservate nella sagrestia.
È difficile immaginare un'immagine più potente per raccontare il rapporto tra organo, guerra, povertà, fuoco e memoria.
Un organo nato dagli scarti della guerra e poi bruciato.
E tuttavia non completamente dimenticato.
NANTES: IL FUOCO CHE UNA VOLTA LO AVEVA RISPARMIATO
Un'altra storia impressionante è quella del grande organo della cattedrale di Nantes.
Nel 1972 un incendio aveva già devastato la cattedrale, ma il grande organo sopravvisse.
Quasi mezzo secolo dopo, il 18 luglio 2020, un nuovo incendio colpì l'edificio.
Questa volta tre focolai furono individuati all'interno della cattedrale.
Il grande organo non ebbe scampo: Le circa 6.800 canne dello strumento furono distrutte e il calore provocò la fusione di stagno e piombo, causando una grave contaminazione dell'edificio.

È una storia che può essere riassunta in due date:
1972 – il fuoco lo risparmia.
2020 – il fuoco lo distrugge.
BOZAR: UN ORGANO CHE SEMBRA NON VOLER MORIRE
Se esiste una storia capace di sembrare inventata, è quella dell'organo del BOZAR di Bruxelles.
Nel 1930 Joseph Stevens costruisce il grande organo per la Henry Le Bœuf Hall di Victor Horta. Lo strumento possiede 74 registri, tre manuali e pedaliera.
Nel 1967 un incendio scoppiato nei sotterranei danneggia l'organo.
Poi arriva il silenzio per quasi cinquant'anni.
Dopo un lunghissimo progetto di ricostruzione, nel 2017 il nuovo strumento viene finalmente inaugurato: circa 4.200 canne, 60 registri, quattro manuali e pedaliera.
L'organo è rinato. Ma dura appena quattro anni.
Il 18 gennaio 2021 un nuovo incendio colpisce il tetto del Palais des Beaux-Arts.
Questa volta il fuoco non è nemmeno il principale nemico dell'organo.
È l'acqua utilizzata per spegnere le fiamme a provocare danni gravissimi allo strumento appena restaurato.
Lo stesso BOZAR descrive la sua vicenda come una storia che potrebbe fornire la sceneggiatura per una serie televisiva.
Difficile trovare una definizione migliore.
ST MEL'S: IL FUOCO A NATALE
A St Mel's Cathedral, a Longford, in Irlanda, il fuoco arrivò nelle prime ore del giorno di Natale del 2009.

L'incendio fu particolarmente devastante perché le temperature eccezionalmente basse avevano congelato le condutture dell'acqua.
I vigili del fuoco poterono quindi fare poco.
L'interno della cattedrale venne praticamente distrutto, e con esso anche l'organo.
Ma cinque anni dopo, il giorno di Natale del 2014, la cattedrale completamente restaurata venne riaperta.
E c'era anche un nuovo organo: Era stato costruito dai Fratelli Ruffatti.
Ancora una volta:
fuoco → silenzio → ricostruzione → musica.
QUANDO L'ORGANO SOPRAVVIVE
Non tutti gli episodi hanno però un finale tragico.
A volte il fuoco arriva a pochi metri dall'organo e poi si ferma.
È quello che accadde a Notre-Dame di Parigi nel 2019: Il 15 aprile la cattedrale bruciò sotto gli occhi del mondo: Crollarono la guglia e il tetto.

L'organo maggiore, con oltre 8.000 canne, rimase però sostanzialmente salvo dalle fiamme.
Non era indenne: polvere, piombo, acqua e le condizioni ambientali provocate dall'incendio imposero un gigantesco intervento di pulizia e restauro.
Ma lo strumento era ancora lì. Le canne erano ancora lì. La sua voce non era stata cancellata.
È forse il contrappunto ideale a Nantes.
Nantes 2020: il fuoco distrugge l'organo.
Parigi 2019: il fuoco arriva fino alla cattedrale, ma l'organo sopravvive.
QUANDO L'ORGANO È SALVATO PER CASO
Esistono infine casi nei quali il destino sembra aver giocato una partita completamente diversa.
L'organo di Cappel, costruito da Arp Schnitger, è uno degli strumenti storici più importanti conservati in Germania.
Ma Cappel non avrebbe dovuto avere quell'organo.
L'antica chiesa del villaggio era stata distrutta da un incendio nel XIX secolo e anche il suo organo era andato perduto.
Nel 1816 gli abitanti acquistarono un organo di seconda mano: era quello di Schnitger.
Una scelta apparentemente casuale si rivelò straordinaria: lo strumento rimase a Cappel e, grazie anche alla sua posizione periferica, arrivò fino a noi in condizioni eccezionalmente integre. La Commissione europea lo considera uno dei grandi esempi della sopravvivenza del patrimonio organario storico.
In altre parole:
un incendio distrusse una chiesa e il suo organo.
E indirettamente contribuì alla storia dell'organo che avrebbe salvato un capolavoro di Schnitger.
NON SEMPRE IL FUOCO DISTRUGGE TUTTO
Ci sono anche casi nei quali rimane soltanto la cassa.
Nel 2000 una chiesa svizzera di oltre ottocento anni fu colpita da un incendio. L'edificio riuscì fortunatamente a non essere completamente distrutto, ma il grande calore danneggiò l'organo del 1928 in modo tale che soltanto la cassa poté essere salvata.
All'interno della cassa venne poi costruito un nuovo strumento.
È una soluzione che racconta bene il concetto di "rinascita":
l'organo storico è morto, ma la sua immagine continua a vivere.
QUANDO IL FUOCO DIVENTA MEMORIA
Le vicende degli organi bruciati potrebbero continuare per moltissime pagine.
In Francia, Germania, Italia, Inghilterra, Paesi Bassi, Scandinavia e nell'Europa centrale esistono decine di strumenti perduti a causa degli incendi.
E la storia non si ferma all'Europa.
A Sydney, per esempio, il grande organo Bevington della St Mary's Cathedral, installato nel 1840, venne distrutto nell'incendio del 1865. Un altro strumento, installato successivamente, sarebbe stato a sua volta distrutto da un incendio nel 1869. Alcune parti dell'antico Bevington sono tuttavia sopravvissute e sono state incorporate in strumenti successivi.
A Melbourne, il grande organo Hill del Town Hall, costruito tra il 1870 e il 1872 e poi ricostruito e ampliato, fu distrutto dall'incendio del 1925. Era considerato l'ultimo grande capolavoro di William Hill.
E in Australia troviamo ancora numerosi esempi di strumenti distrutti dal fuoco, come quello di St Agnes' a Black Rock, distrutto nel 1913 appena due anni dopo la sua costruzione, oppure il grande organo Fincham & Hobday dello St Kilda Town Hall, completamente distrutto nel 1991.
La storia, dunque, non è soltanto europea.
È universale.
LA VOCE CHE RIMANE
Guardando tutte queste vicende insieme, emerge qualcosa di curioso: un incendio può distruggere un organo in pochi minuti, ma quasi mai riesce a cancellarne completamente la memoria.
Rimangono le fotografie, i progetti, i contratti degli organari, le disposizioni.
A volte rimangono alcune canne, a volte la cassa, A volte soltanto un'incisione o una descrizione scritta da qualcuno che lo aveva ascoltato.
E qualche volta rimane qualcosa di ancora più importante:
la volontà di ricostruirlo.
È successo ad Alexandra Palace.
È successo a St Mel's.
È successo a York.
È successo a Vienna.
È successo a Bruxelles.
E continua a succedere.
EPILOGO
PUÒ MORIRE UN ORGANO?
Tecnicamente, sì: Il fuoco può fondere le canne, Può bruciare la cassa, può ridurre in cenere somieri e mantici, può cancellare in una notte uno strumento costruito nell'arco di anni.
Ma forse un organo non è soltanto ciò che vediamo.
Non è soltanto una macchina composta da migliaia di pezzi.
È anche la memoria di chi lo ha costruito.
La musica di chi lo ha suonato.
Il silenzio di chi lo ha ascoltato.
La storia della chiesa che lo ha ospitato.
Per questo, quando un grande organo brucia, qualcosa continua a vivere.
E qualche volta quella voce ritorna: dopo sedici giorni, dopo una guerra, dopo cinquant'anni di silenzio, dopo un incendio.
O semplicemente dopo che qualcuno decide di ricominciare.
Perché il fuoco può distruggere un organo, Ma non sempre riesce a distruggerne la voce.
UNA STORIA SCRITTA DAL FUOCO
Gli episodi raccontati in questo viaggio mostrano quanto possa essere fragile un patrimonio costruito per durare secoli. Cattedrali, chiese, sale da concerto: basta un incendio, una bomba, un fulmine o, talvolta, un gesto deliberato perché uno strumento possa scomparire in poche ore.
Ma la storia degli organi bruciati non è soltanto una storia di distruzione.
A volte sopravvivono alcune canne, una cassa, parti della meccanica o semplicemente i documenti che permettono di ricostruire lo strumento. In altri casi nasce un nuovo organo, diverso dall'originale ma ancora capace di riportare la musica nello stesso luogo.
E ci sono persino vicende paradossali, come quella di Cappel: un incendio distrusse l'antico organo, ma alcuni anni più tardi la comunità acquistò uno strumento storico proveniente da un'altra chiesa. Oggi quel caso è diventato una delle testimonianze più importanti dell'arte di Arp Schnitger.
Il fuoco, dunque, può cancellare uno strumento. Ma non sempre riesce a cancellarne la memoria.
GLI ORGANI DISTRUTTI O GRAVEMENTE DANNEGGIATI DAL FUOCO
Una piccola cronologia per ritrovare, in un'unica sequenza, alcuni degli episodi più significativi raccontati nell'articolo.
|
Anno |
Luogo |
Organo / autore |
Causa |
Esito |
|---|---|---|---|---|
|
1298 |
Strasburgo – Cattedrale |
Primo organo documentato, 1260 |
Incendio |
Distrutto |
|
1481 |
Reims – Cattedrale |
Organo quattrocentesco |
Incendio |
Gravemente distrutto; la cassa fu ricostruita |
|
1662 |
Passau – Duomo |
Organi del Duomo |
Grande incendio della città |
Distrutti |
|
1681 |
Poitiers – Cattedrale |
Organo precedente al Clicquot |
Incendio |
Distrutto |
|
XVII secolo |
Roma – Sant'Agostino |
Catarinozzi / Testa |
Incendio |
Distrutto; sostituito da un organo Alari nel 1682 |
|
1762 |
Alkmaar – Kapelkerk |
Organo Schnitger |
Incendio |
Distrutto |
|
1762 |
Amburgo – St. Michaelis |
Grande organo |
Incendio |
Distrutto |
|
1822 |
Amsterdam – Ronde Kerk |
Organo seicentesco |
Incendio |
Distrutto |
|
1829 |
York – Minster |
Organo Elliott & Hill |
Incendio doloso |
Distrutto |
|
1840 |
Sydney – St Mary's |
Bevington |
Incendio |
Distrutto |
|
1842 |
Amburgo – St. Nikolai |
Organo storico |
Grande incendio della città |
Distrutto |
|
1856 |
Montréal – Christ Church |
King's Organ |
Incendio |
Distrutto |
|
1865 |
Sydney – St Mary's |
Organo successivo |
Incendio |
Distrutto |
|
1873 |
Londra – Alexandra Palace |
Willis, primo organo |
Incendio, 16 giorni dopo l'inaugurazione |
Distrutto |
|
1913 |
Melbourne – St Agnes, Black Rock |
Fincham, 1911 |
Incendio della chiesa |
Distrutto |
|
1925 |
Melbourne – Town Hall |
Hill, 1870–72 |
Incendio |
Distrutto |
|
1934 |
Normandia |
Organo Carlier, 1632 |
Incendio della chiesa |
Organo e cassa distrutti |
|
1942 |
Lubecca – St. Marien |
Totentanzorgel |
Bombardamento e incendio |
Distrutto |
|
1944 |
Stoccarda – St. Maria |
Walcker |
Bombardamento alleato |
Distrutto |
|
1945 |
Vienna – Stephansdom |
Grande organo |
Incendio della cattedrale |
Distrutto |
|
1945/1965 |
Rimini – Sant'Agostino |
Organo di fortuna del dopoguerra |
Incendio del 1965 |
Quasi distrutto; sopravvivono alcune canne |
|
1955 |
Melbourne – St John, Camberwell |
Organo storico |
Incendio doloso |
Distrutto |
|
1967 |
Bruxelles – BOZAR |
Stevens, 1930 |
Incendio |
Gravemente danneggiato; restaurato e ricostruito |
|
1991 |
Melbourne – St Kilda Town Hall |
Fincham & Hobday, 1892 |
Incendio |
Distrutto |
|
1996 |
Parramatta – St Patrick's |
Holroyd & Edwards |
Incendio doloso |
Distrutto |
|
2007 |
Melbourne – St Joseph's, Collingwood |
Organo della chiesa |
Incendio |
Distrutto |
|
2009 |
Longford – St Mel's Cathedral |
Organo precedente |
Incendio |
Distrutto; sostituito da un nuovo Ruffatti |
|
2019 |
Parigi – Notre-Dame |
Grande organo |
Incendio della cattedrale |
Sopravvissuto alle fiamme, ma danneggiato da acqua, calore e contaminazione |
|
2020 |
Nantes – Cattedrale |
Grande organo, circa 6800 canne |
Incendio doloso |
Distrutto |
|
2021 |
Bruxelles – BOZAR |
Organo ricostruito nel 2017 |
Incendio del tetto e acqua di spegnimento |
Gravemente danneggiato |
IL CASO DI CAPPEL: QUANDO L'INCENDIO CAMBIA LA STORIA
Cappel merita un posto a parte perché la sua storia segue una strada completamente diversa.
L'antica chiesa e il suo organo furono distrutti da un incendio nell'Ottocento. Nel 1816, però, gli abitanti acquistarono un organo storico proveniente da un'altra chiesa: uno strumento costruito da Arp Schnitger.
Quello strumento è arrivato fino a noi in condizioni eccezionali ed è oggi considerato uno degli organi Schnitger meglio conservati.
È un esempio emblematico di come, nella storia organaria, anche una distruzione possa produrre conseguenze imprevedibili: il fuoco distrusse un organo, ma contribuì indirettamente alla nascita di una nuova storia di conservazione.
QUANDO IL FUOCO NON VINCE
Forse è proprio questo l'aspetto più affascinante di queste vicende.
Un organo può essere ridotto al silenzio in una notte, ma la sua storia può continuare attraverso ciò che si è salvato: poche canne, una cassa, una fotografia, un progetto, una testimonianza o persino la memoria di chi lo aveva ascoltato.
E quando è possibile ricostruirlo, non si ricostruisce soltanto un insieme di legni, metalli e meccanismi.
Si ricostruisce una voce.
Una voce che il fuoco aveva cercato di cancellare.
FROG