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UN ORGANISTA DI NOME LISTZ E IL SUO “MOSTRO”


Franz Listz e il suo gigantesco strumento



Come Mendelssohn e Schumann (vedi https://www.grandorgano.it/Nota.php?IdNota=5) anche Franz Listz era particolarmente attratto dall’organo a canne.

Come per Schumann, fu Felix Mendelssohn a portarlo verso questa passione e alla riscoperta delle composizioni barocche di Bach e di altri compositori.

Occorre ricordare che, prevalentemente grazie a Mendelssohn, l’inizio dell‘800 sarà caratterizzato da quel fenomeno che passa alla storia col nome di “Bach-Reinassance”: le musiche di Bach non venivano più eseguite già dalla sua morte, avvenuta a Lipsia nel 1750, e la sua figura era sull’orlo dell’oblio. Mendelssohn fu determinante nella “rinascita” di Bach, e dobbiamo anche a lui se oggi il compositore di Eisenach è annoverato tra i massimi personaggi dell’epoca barocca.

Torniamo a Listz.

Sia lo scrittore Georges Sand che il linguista Adolphe Pictet scrissero dell'improvvisazione di Liszt sull'organo della chiesa nella cattedrale di San Nicola a Friburgo durante un tour delle città in Svizzera nel dicembre 1836. Anche il poeta francese Joseph Autran (1813–1877) ha condiviso la sua esperienza di una vita nel 1845, dopo che Liszt suonò solo per lui l'organo della Cattedrale di La Major a Marsiglia, probabilmente anticipando il materiale tematico per il suo famoso pezzo per pianoforte, la Sonata di Dante: "Suonava, improvvisava, un appassionata e magnifica sinfonia basata sulla Divina Commedia di Dante, di cui avevamo parlato poco prima. In successione mi ha guidato attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, con una gamma di espressioni ed emozioni, il cui ricordo non svanirà mai dalla mia memoria. Il mare, a intervalli, ruggiva sulla riva in un confuso fragore di applausi. Un tale chef d’oeuvre per un solo ascoltatore, questo era davvero più che munificenza. Questa musica, che avrebbe dovuto richiedere una folla ammirata, si diffuse per la chiesa vuota con un trabocco di sonorità che a volte diventava terrificante." (1)

Diverse sono le sue trascrizioni e le composizioni per organo, Pedalflügel e per il suo Piano-harmonium, uno strumento che qui descriveremo e che passerà alla storia come il “Monster”.

Nel 1841 Liszt scrisse trascrizioni per pianoforte del Preludio e Fuga di Bach in la minore e di quello in mi minore, e lo stesso anno incluse questi brani nelle sue esibizioni pianistiche a Berlino.

La passione per l’organo probabilmente spinse Liszt a installare un “Piano-harmonium” nella sua casa di Villa Altenburg a Weimar.

Lo strumento, del peso di c.ca 1400 kg, è stato costruito nel 1854, sotto la supervisione di Berlioz e specifiche dettate da Listz stesso, assemblando un pianoforte da concerto Érard del 1853 di sette ottave, e due tastiere di harmonium di cinque ottave.

L’assemblaggio si deve alla ditta parigina Alexandre Père et Fils.

Lo strumento è oggi al Liszt Ferenc Memorial Museum of Budapest.

Sebbene il critico Richard Pohl abbia riferito di aver sentito il compositore suonare questo piano-harmonium, a quanto pare non è mai stato utilizzato in concerto.

Solo di recente Joris Verdin, organista e musicologo francese, eseguì un concerto presso la Wiener Musikverein di Vienna inoccasione del 150° anniversario della costruzione dello strumento.

Potete seguire qui l’esecuzione della cantata Ich hatte viel Bekümmernis, BWV 21: Introduction & Fugue (Arr. by Franz Liszt revisionata da Joris Verdin) nel solo sonoro.

Oltre al pianoforte e ai pedali mantice, la versione originale includeva una pedaliera a 20 note e un accessorio che permetteva a un assistente di azionare il mantice mentre il suonatore utilizzava i pedali dell'organo o del pianoforte. Questi accessori sono andati persi e non sono stati ricostruiti nel restauro.

Questo strumento musicale fu utilizzato da Liszt nel 1850 per comporre la sua grande fantasia in quattro parti su temi dell'opera Il profeta di Giacomo Meyerbeer. In origine aveva previsto la quarta parte, la fantasia e la fuga basata sulla melodia corale “Ad nos, ad salutarem undam”, a quattro mani, con il secondo suonatore che lavora anche sui pedali. È stata richiesta una piccola modifica in modo che il brano fosse eseguito da un musicista all'organo. Questa monumentale opera, uno dei brani per organo più rinomati del compositore, è conosciuta solo oggi in questa versione come la prima e più lunga composizione per organo originale di Liszt. La sua seconda composizione per organo principale è stata il Preludio e Fuga sul tema B-A-C-H, di cui successivamente è stata scritta anche una trascrizione per pianoforte. (1)

Ed ancora

La semplicità stilizzata delle ultime opere per organo di Liszt, come il "Rosario" o la "Missa pro Organo", entrambi composti nel 1879, è strettamente legato alle idee di riforma della musica sacra del movimento ceciliano. Anche il brano Via Crucis è stato composto in questo stile.(1)

La biblioteca nell'appartamento di Liszt a Budapest comprendeva i volumi per "Repertorium für Orgel, Harmonium oder Pedalflügel", una serie di composizioni per organo messe in luce da Wilhelm Gottschalg (1827-1908).(1)

Durante i suoi anni a Weimar, potrebbe essere stato il suo rapporto con Gottschalg che ha portato Liszt ad arricchire il repertorio degli organisti con trascrizioni sia delle sue opere che di opere di altri compositori (Bach, Chopin, Lassus, Otto Nicolai, Wagner e Verdi) scritte per strumenti.(1)

Non fu l’unico piano-harmonio posseduto da Listz, ne ebbe anche un secondo più piccolo costituito dalla combinazione di un pianoforte ed un armonio con unica tastiera e senza pedaliera.

 


(1) - Zsuzsanna Domokos: The queen of instruments in Liszt’s oeuvre - 9 April 2019 - Concert Magazine of the Liszt Academyt. https://zeneakademia.hu/news/the-queen-of-instruments-in-liszts-oeuvre-118564)

 



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