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UN SUONO CHE SQUARCIA IL SILENZIO: IL GRIDO TRIONFANTE DELL’ORGANO


Tra le mille meraviglie dell’organo a canne, uno strumento che unisce ingegneria, arte e spiritualità, la Chamade è forse una delle più scenografiche. Impossibile non riconoscerla: quando suona, sembra che l’aria stessa si fermi per ascoltare quel suono travolgente, squillante, regale. Ma cos’è esattamente una chamade?



LE CHAMADE SPAGNOLE

Nel XVII secolo, frate José de Echevarría, introduce nell'arte organaria spagnola l'"arca degli echi", un apparato che produce una emissione su più piani sonori le cui caratteristiche sono così riassumibili: grande varietà di "registros de lengueteria", i nostri registri ad ancia, “trompeteria tendida o de batalla”, trombe orizzontali, “Corneta”, collocata in un somiere situato in alto, tastiera spesso unica divisa in bassi e soprani, detta “teclado partido”.

(Organo del XVII secolo. Monastero di Cenarruza- Ziortzako Monastegia. Markina-Xemein, Biscaglia. Opera di Frate José de Echevarría).

LA CASSA O ARCA DEGLI ECHI

Nel 1665 frate José de Echevarría costruì l'organo del convento di San Francisco di Vitoria e vi installò il clarín de ecos, che consisteva in un insieme di canne di clarino dentro una cassa con un coperchio che si poteva aprire a volontà dalla tastiera dello strumento con una leva a pedale, dando luogo a quella che si chiamerà “cassa o arca degli echi”.

Nella costruzione dell'organo della chiesa di Santa María di Tolosa introdusse nella cassa degli echi un flauto e un cornetto.

L'invenzione della "cassa degli echi" è stata poi attribuita all'inglese Abramo Jordan, organista e importatore di vini di Jerez de la Frontera che attivò lo Swell dell'organo inglese, copia della "cassa degli echi" di frate José de Echevarría che aveva conosciuto durante i suoi soggiorni in Spagna.

Inizialmente, nel 1659, l'"arca degli echi" aveva due o tre registri di tiple ed era posta in una cassa sopra l'organo maggiore. Questa si evolvette per mano dei discepoli di frate José de Echevarría, tra i quali suo nipote José de Echevarría, realizzando una tastiera completa per gli echi che gestiva sezioni indipendenti della cassa, questo diede luogo al così detto "organo degli echi", anche se questa tastiera di echi ha varie denominazioni: organo degli echi o tastiera degli echi.

Con detto apparecchio si possono realizzare effetti di “crescendo” o “diminuendo”, ossia la sospensione, oltre che l'eco e il contro eco. Per questo dispone di una leva o un pedale. Il termine "sospensione" è stato adottato dagli organari a causa dello stimolo originato dall'interesse e dalla sorpresa che produce nel nostro udito il va e vieni graduale del suono. Per conseguire questi effetti viene modificata l'apertura del coperchio dell'arca degli echi, potendo aprirsi questa di colpo tra un estremo e l'altro (effetti di “pianissimo” o “fortissimo”) o variando gradualmente la sua apertura (effetti di “crescendo” o “diminuendo”). La sfumatura che acquista l'eco è direttamente relazionata con l'area di apertura che forniscono i coperchi.

(da Wikipedia)

È necessario dire però che il primo esempio documentato di canne orizzontali esterne si trova nell'organo del 1588 di Gaspar Martin nella cattedrale di Jaca (Huesca), in Spagna. In questo caso però era solo una modalità di montaggio che anticipava le soluzioni successive.

Nel XVIII secolo, il posizionamento “en chamade” delle canne era comune in Spagna e Portogallo. Oltre alle ance del coro come la Trompeta e il Clarín , si potevano trovare altri registri montati in questo modo, tra cui Bajoncillo , Chirimía e Dulzaina . Tutte queste canne suonavano a bassa pressione e, a quell’epoca, non erano progettate per produrre un volume di suono travolgente come avverrà in tempi successivi.

IN FRANCIA

La frase "en chamade" ha origine in Francia e il significato fa riferimento forse al suono di una tromba di un araldo medievale.

Il suo primo utilizzo in questo paese di questo registro fu nell'organo Isnard del 1772 a St. Maximin-en-Var, Provenza, Francia, in cui sia il Grand Orgue che il Jeux d'Echo (Rèsonance) contenevano un Dessus de trombette in chamade.

Questi tubi sono stati montati orizzontalmente all'esterno della custodia, come mostrato in questa fotografia 

L'uso del nome fu reso popolare da Cavaillé-Coll, che portò in Francia dalla Spagna e dal Portogallo l'idea di canne orizzontali esposte.

IN ITALIA

Il più antico organo con ance orizzontali è quello della Chiesa di S. Domenico (o San Giovanni Battista) ad Atri (TE):

Nel maggio 1716 il nuovo organo (in sostituzione del precedente organo del 1597 dell’organaro Detio Villa) era ultimato. L’organo della chiesa di S. Giovanni Battista di Atri riveste un interesse organologico tutto particolare. Si tratta infatti di uno dei rarissimi strumenti italiani antichi che dispone di un registro ad ancia collocato in facciata, orizzontalmente come nella consolidata tradizione iberica. Le intuibili influenze culturali spagnole dipendenti dalla collocazione politica del Regno di Napoli non hanno ancora trovato una sistemazione storiografica nell’arte di costruire gli organi nell’Italia Centromeridionale. (fonte: http://www.visitatri.it/san-domenico/)

 …Il registro è articolato in un Tromboncino Bassi 4' (di fattura affine a quella veneta) e in una Tromba Soprani 8', cui fanno riscontro un'ottava corta di Tromboni al pedale e un Violino soprani 8', regale collocato sul bordo interno del somiere e racchiuso in cassetta espressiva alla maniera di S. Vici. (fonte: http://organaria.blogspot.com/2004/11/organaria-un-testo-di-riferimento.html?m=1)

Altri esempi:

Chiesa Prepositurale dei SS. Alessandro e Margherita di Melzo (Milano): organo meccanico Nenninger (1997), 35 registri reali, 2385 canne .

Parrocchia di San Lorenzo Martire, Lazzate (MB): Organo Castagnaro

Infine a Mestre (Venezia) Organo Tamburini del 1958, progettato da Fernando Germani e originariamente installato nella Basilica di San Marco a Venezia, nella loggia dietro ai cavalli, con la benedizione del Patriarca Card. Angelo Roncalli, divenuto poi Papa e Santo Giovanni XXIII.

Dopo lo smontaggio del 1994 fu assegnato alla Parrocchia di S. Rita a Mestre , che si occupò del suo ricollocamento e ampliamento, ed oggi sede di un'importante rassegna di concerti.

Dell’organo originale si conservarono i tre manuali della consolle e tutto il materiale fonico. I registri sono 83 con circa 4.500 canne, molte delle quali di nuova fattura. La facciata, completamente nuova, presenta le trombe in chamade.

Quest'organo ha una storia, ad esso verrà dedicato un prossimo articolo di grandorgano.it.


È possibile vedere una breve raccolta di foto spettacolari raccolte dal web


Ci sono una serie di ragioni per montare un'ancia orizzontalmente.

La ragione più importante, probabilmente, è tonale: suonando direttamente in chiesa o in sala, un numero notevole di armoniche acute viene pecepito con particolare chiarezza dall'ascoltatore, altrimenti andrebbero perse per riflessione o assorbimento.

Un altro motivo importante è l'impatto visivo

Altri motivi includono la stabilità dell'accordatura e la protezione da polvere e detriti presenti nell’aria.

Va notato che tutti questi vantaggi tranne l'impatto visivo possono essere ottenuti posizionando le ance all'interno della cassa anziché all'esterno, con un notevole risparmio di costi. Le ance montate esternamente sono molto costose, a causa della struttura portante richiesta.

L’uso esagerato della chamade nel corso del XX secolo ha ampiamente dimostrato quanto l’uso di queste canne sia appropriato ed efficace solo in una piccola percentuale degli strumenti che le usano.



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