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L'ORGANO NASCOSTO:

II^ parte: Viaggio Europeo tra Trasaltar, Fernwerk, Sotto le Logge.


In Spagna "los órganos en el trasaltar", in Germania il “Fernwerk”, il Italia "Organi a canne Sotto le Logge" oppure addirittura “Nascosti dietro l’altare”, sono organi o parti d’organo dislocati fuori dalla loro tradizionale collocazione al fine di permettere all'organo una maggiore integrazione con lo spirito ecclesiastico e contemplativo.  Spesso “Nascosti” al fine di non permettere che l’organo “distragga” il fedele dalla liturgia che il luogo richiede.



 

(Vi ricordiamo che la I^ parte di questo articolo è pubblicata all'indirizzo: L'ORGANO NASCOSTO: Viaggio Europeo tra Trasaltar, Fernwerk, Sotto le Logge, oppure... )

 

Dopo aver esplorato acune le soluzioni di organi nascosti "dietro l'altare" in Italia, il nostro viaggio prosegue per l'Europa per scoprire come le varie culture abbiano interpretato il concetto di organo 'nascosto'. Dalla Spagna alla Francia alla Germania e breve ritorno in Italia, l'occultamento dello strumento diventa una scelta radicale, dove la meccanica si sottrae allo sguardo per farsi pura architettura sonora.


Spagna:

L'espressione "los órganos en el trasaltar" si riferisce a strumenti che non sono posizionati nel luogo più tradizionale per l'organaria spagnola, ma dietro l'altare maggiore, spesso integrati o posti vicino al retablo (la grande pala d'altare monumentale, tipica delle chiese spagnole).

Questa disposizione è considerata una rarità rispetto alla prassi iberica più comune, che predilige gli organi bilaterali nel coro (uno sul lato dell'Epistola e uno sul lato del Vangelo, come nelle cattedrali di Malaga o Granada) o strumenti imponenti in tribuna.


(esempio di organo bilaterale nel coro, conformazione tipica delle chiese spagnole: nella foto: la Cattedrale di Malaga)

Un primo esempio: L’Organo della Cattedrale di Valencia: Un’illusione Rinascimentale dal Cuore Moderno

Di fronte alla grandiosità della Cattedrale di Valencia, l’appassionato di arte organaria si trova dinanzi a uno degli esempi più affascinanti di sintesi tra restauro estetico e innovazione tecnologica. Lo strumento attuale, completato nel 2015, è il risultato di una sfida complessa: dotare la cattedrale di una voce potente e versatile senza alterarne lo straordinario patrimonio pittorico e scultoreo in essa presente.

Una storia di rinascita

Dopo che i tragici eventi della Guerra Civile Spagnola distrussero gli organi storici, la Cattedrale ha vissuto decenni di transizione. Se il dopoguerra aveva visto l’installazione di uno strumento Walcker (1948), è con il progetto dell'organaro francese Jean Daldosso che si è giunti alla configurazione attuale. Inaugurato nel 2015, l’organo di Valencia non è solo un imponente strumento musicale, ma una geniale soluzione architettonica.

Il "cuore" invisibile dietro l'altare

La particolarità più sorprendente dell'organo di Valencia risiede nella sua collocazione. Per preservare la visibilità dei dodici Angeli Musicanti — i magnifici affreschi rinascimentali di Paolo da San Leocadio e Francesco Pagano riscoperti nel 2004 che vedete lella foto in alto — il corpo fonico principale non è visibile dalla navata. Le migliaia di canne che compongono lo strumento sono infatti alloggiate nella girola (il deambulatorio), lo spazio che corre dietro l’altare maggiore. Questa scelta permette al suono di espandersi in modo avvolgente, quasi misterioso, senza coprire i tesori pittorici della volta.

Le casse di Luis Muñoz: il trionfo dei "Canónigos"

Ma entrando nel presbiterio, ossia dalla parte dell'altare, l’occhio è catturato dalle splendide casse rinascimentali intagliate da Luis Muñoz su disegni di Fernando Yáñez de la Almedina (allievo di Leonardo). Tuttavia, qui risiede l'illusione: queste casse, che sono in esatta corrispomdenza con i due corpi dell'organo, fungono oggi da pura facciata decorativa. Le canne che vi sono ospitate sono i cosiddetti "canónigos" (canonici): canne mute, prive di anima fonica, poste lì per restituire allo spazio la sua dignità estetica originale. La musica che l'ascoltatore percepisce non proviene da queste facciate, ma dal corpo moderno situato alle spalle del retablo.

Caratteristiche Tecniche e Foniche

L’organo Daldosso segue un’estetica romantico-sinfonica, pur mantenendo un profondo legame con la tradizione iberica:

  • Registri e Trasmissione: Lo strumento utilizza il sistema "Unit" (estensione dei registri), che garantisce una flessibilità timbrica straordinaria su tre manuali e pedaliera.

  • Trombe en chamade: Nonostante la collocazione discreta, non mancano le iconiche trombe orizzontali, capaci di fendere l’ampia acustica della cattedrale con la brillantezza tipica del "lleno" spagnolo.

  • Consola Mobile: Una moderna console digitale permette all'organista di suonare da diversi punti della chiesa, facilitando il coordinamento con cori e orchestre durante i concerti e le liturgie.

Conclusione

L’organo della Cattedrale di Valencia rappresenta oggi un punto di riferimento per l’organaria europea. È la dimostrazione che la tecnologia moderna, se usata con rispetto, può mettersi al servizio dell’arte antica, creando un’esperienza dove l’orecchio e l’occhio godono di una perfezione che sembra sospesa nel tempo.


La "Carta d'Identità" Storico-Strutturale dell'Organo di El Paular

L'organo di El Paular non è solo uno strumento musicale; è un pezzo di storia liturgica dell'Ordine Certosino e della Corona di Castiglia.

1. Collocazione: L'Unicità del Trasaltar

  • Il Fatto: L'organo si troverebbe (ma non ci sono fonti certe che sia ancora lì) nella camera acustica ricavata dietro il Retablo Mayor (Pala d'Altare Maggiore), nella zona nota come Trasaltar. Questa collocazione è l'elemento tecnico e filosofico centrale.

  • Motivazione Monastica (Certosina): Il Monastero fu fondato come la prima Certosa di Castiglia (1390-1835). L'Ordine Certosino, votato al silenzio e alla contemplazione, richiedeva che l'apparato liturgico fosse presente, ma non distraesse. Il nascondere lo strumento esaltava l'effetto spirituale del suono non localizzato, in linea con la loro severa spiritualità.

  • Impatto Architettonico: La scelta è stata fondamentale per preservare la vista del Retablo in alabastro (un'opera d'arte gotico-fiamminga) e per mantenere la pulizia visiva del presbiterio.

2. Storia e Organari (Contesto)

A causa delle vicissitudini storiche del monastero (Cartusia fino al 1835, poi abbandono, e infine insediamento dei Benedettini nel 1954), lo strumento ha subito diverse fasi costruttive e di restauro:

  • Periodo Originale (Cartusiano): Storicamente, è documentata la presenza di strumenti in legno e muratura. Gli organi spagnoli di questo periodo (Barocco) erano noti per i loro registri squillanti. Tuttavia, in una Certosa, l'enfasi era probabilmente su un suono più controllato e meno teatrale rispetto alle grandi cattedrali secolari.

  • Restauri Post-Secolarizzazione: L'organo attuale si basa probabilmente su corpi sonori storici, ma è stato modernizzato o ricostruito per mano di organari spagnoli in epoche successive, adattandosi alla liturgia dei Benedettini (che, pur solenne, è meno reclusa dei Certosini).

3. Effetto Acustico (La "Voce" del Monastero)

La vera documentazione di questo organo risiede nel suo effetto sonoro, non nella lista dei registri:

  • Timbre Etereo: Il suono filtra attraverso le strutture del trasaltar e del Retablo. Questo percorso crea un filtraggio naturale che ammorbidisce gli attacchi e disperde le frequenze dirette.

  • Riverbero Totale: L'effetto non è quello di un suono che "suona da un punto", ma di un suono che riempie e avvolge l'intera chiesa, dando l'impressione che le pareti stesse vibrino di musica. Questo è l'opposto della Trompetería en Chamade laterale, che mira alla massima direzionalità.

Nelle cattedrali spagnole, nonostante le casse presenti nelle principali cattedrali siano tra le più imponenti e visibili al mondo, sono molti gli esempi sii "occultamento funzionale" che determinano la presenza di facciate a Canne Mute (Canónigos): In molte cattedrali spagnole (Siviglia inclusa), le file di canne più alte che vedi nelle facciate monumentali sono spesso mute (chiamate ironicamente Canónigos perché "fanno bella figura ma non lavorano"). Il vero corpo sonoro è nascosto molto più in basso o dietro queste facciate scenografiche, per non disperdere il suono nelle enormi altezze delle volte gotiche.

Questa scelta è quasi sempre legata alla protezione dei Retablos (le enormi pale d'altare in legno dorato). Mettere un organo massiccio davanti a un retablo del XV o XVI secolo sarebbe un delitto artistico; per questo, come a Valencia, si preferisce "spalmare" lo strumento dietro l'altare o nelle intercapedini laterali.


L'Organo Invisibile in Francia

Anche in Francia esistono notevoli esempi di occultamento, spesso legati a esigenze di restauro o di preservazione di facciate storiche.

  • Cattedrale di Lunéville (Francia):

    • Questo caso è spesso citato come come "l'organo invisibile". Lo strumento possiede un gran numero di canne e registri (oltre 3800 canne e 4 manuali), ma di questa massa sonora non si vede l'ombra.

    • Anche qui, l'organo è ingegnosamente integrato nelle strutture preesistenti o in camere acustiche dedicate, permettendo al suono di riempire la cattedrale pur mantenendo un impatto visivo nullo o quasi nullo.

Per realizzare questa rappresentazione, Emmanuel Héré si sarebbe stato ispirato, secondo una ricerca di Henri Macoin, ad una incisione di Padre Andrea Pozzo intitolata "Le nozze di Cana" che fu utilizzato nel 1685 per erigere nella chiesa del Gesù di Roma un teatro sacro durante la celebrazione dell'ufficio del "40 ore".

Su questo organo, la cui costruzione ha risentito di scelte di tipo ideologico e allegorico di origine romana, è stato scritto un apposito articolo su questo sito all’indirizzo https://www.grandorgano.it/Nota.php?IdNota=30


L'Organo a Distanza (Fernwerk) in Germania

Il concetto di Fernwerk (letteralmente "opera lontana") è la soluzione per eccellenza per l'organo nascosto. Non si tratta solo di occultare le canne, ma di sfruttare l'acustica per creare un effetto "celestiale" o di "pioggia sonora".

  • Chiesa di San Michele (St. Michaelis), Amburgo:

    • Questa è una delle chiese più importanti e grandi della Germania settentrionale. Possiede ben cinque organi.

    • Il Fernwerk è posizionato nella soffitta della chiesa e le sue canne (oltre un migliaio) sono comandate a distanza.

    • Il suono viene convogliato e diffuso attraverso il rosone del soffitto, che funge da cassa di risonanza. L'effetto è che la musica sembra letteralmente piovere dall'alto, senza una fonte visibile.

  • Duomo di Passau (Germania):

    • Ospita l'organo più grande d'Europa (con circa 18.000 canne). Anche qui, i vari corpi d'organo sono dislocati in diverse posizioni, con il Fernwerk che contribuisce a un'acustica complessa e avvolgente.

2. Il Suono dal Cielo (Tecnica e Funzione)

Il Fernwerk è spesso utilizzato per registri particolari (come le voci celesti o i flauti) che devono suonare come un'eco o un accompagnamento angelico. L'utilizzo di complessi sistemi pneumatici o elettrici ha permesso di separare la consolle (dove suona l'organista) dal corpo sonoro, offrendo all'architetto la libertà di nascondere le canne in qualsiasi luogo acusticamente vantaggioso.

Anche su questa tecnica grandorgano.it ha presentato un articolo molto dettagliato all’indirizzo: https://www.grandorgano.it/Nota.php?IdNota=24


Spostamento dell'intera cassa d'organo

il fenomeno dello spostamento dell'intera cassa d'organo (e non solo della consolle) rappresenta la soluzione tecnologica più estrema e affascinante per risolvere il conflitto tra estetica architettonica e necessità acustica.

Questa tecnica trasforma l'organo da elemento statico a elemento dinamico, permettendo di "liberare" lo spazio visivo quando lo strumento non è in uso o di ottimizzare la propagazione del suono a seconda della liturgia.

Ecco i due casi emblematici che hai citato, che rappresentano le vette di questa ingegneria:

1. L'organo "fluttuante" di Alpirsbach (Germania)

Il caso del monastero benedettino di Alpirsbach, nella Foresta Nera, è forse il più straordinario al mondo per quanto riguarda l'uso dei cuscinetti d'aria.

  • Il Problema: La chiesa è un capolavoro di architettura romanica pura. Inserire un organo fisso avrebbe interrotto le linee austere della navata o coperto dettagli storici.

  • La Soluzione (2008): L'organaro Claudius Winterhalter ha progettato un organo che pesa circa 5 tonnellate. Grazie a un sistema di aria compressa, lo strumento si solleva di pochi millimetri dal suolo.

  • Il Movimento: Una sola persona può spingere l'intera struttura (alta diversi metri) facendola scivolare dal transetto verso il centro della chiesa o verso il coro, per poi "parcheggiarla" nuovamente contro la parete quando la celebrazione termina, restituendo alla chiesa la sua prospettiva originale.


Gli Organi Mobili di San Pietro (Vaticano)

Nella Basilica di San Pietro, il problema non è solo architettonico ma di scala: lo spazio è così vasto che un unico organo fisso non riuscirebbe a servire efficacemente tutte le diverse aree (l'Altare della Cattedra, l'Altare Papale, le cappelle laterali).

  • La Tecnica: Qui si utilizzano enormi piattaforme su ruote gommate. L'intero corpo d'organo (canne, mantici, somieri e consolle) è costruito sopra un basamento mobile.

  • L'Uso: Questi strumenti vengono trainati e posizionati esattamente dove serve la musica. Una volta finita la celebrazione, vengono riportati nelle zone più defilate per non ostruire il passaggio dei milioni di turisti e pellegrini, scomparendo quasi alla vista nel gigantismo della basilica.

Gli Organi Mobili di San Pietro (Quelli reali)

Nella Basilica esistono effettivamente degli organi progettati per essere spostati, ma i costruttori e la storia sono diversi da quelli che ti ho indicato prima.

  • L'organo Walcker  (1895): È lo strumento mobile più celebre. Fu costruito dalla ditta tedesca Walcker (Ludwigsburg) e donato a Papa Leone XIII. La sua particolarità storica è che fu progettato fin dall'inizio per essere spostato su binari o carrelli (all'epoca chiamati "Fahrbare Orgel"). Oggi non vaga più per la basilica: nel 1962 la ditta Tamburini lo ha utilizzato come base per costruire il corpo di sinistra dell'organo principale del Presbiterio.

  • Nel 1902, fu affidata a Carlo Vegezzi Bossi la costruzione di un nuovo organo a canne, anch'esso mobile. Lo strumento, esternamente gemello all'organo Walcker, aveva anch'esso 20 registri e la sua consolle era a due tastiere di 58 note ciascuna e pedaliera di 27, con la seguente disposizione fonica:

  • L'organo Walcker "moderno" Walcker opus 5757 (1981): Questo è il vero "organo mobile" che potresti aver visto o di cui hai sentito parlare. È un organo a canne meccanico costruito sempre dalla ditta Walcker nel 1981 e donato a Papa Giovanni Paolo II nel 1985.

    • Caratteristiche: Ha 11 registri, 2 tastiere e pedaliera. È montato su una piattaforma con ruote (gommate per non rovinare i marmi preziosi) che permette di posizionarlo dove serve, solitamente per accompagnare il coro durante le celebrazioni all'Altare della Cattedra o sotto il Baldacchino.

  • L'organo digitale (Allen Organ): Per completezza, dal 2017 venne spesso utilizzato anche un organo elettronico digitale della ditta americana Allen Organ. Questo era molto facile da spostare e venne usato soprattutto per le grandi celebrazioni in Piazza San Pietro o quando serve una potenza sonora particolare che gli organi a canne mobili non riescono a coprire. L'organo Allen comunque non viene più utilizzato in San Pietro: dal 2019 all'interno della Basilica e dal 2024 per la Piazza.

(fonte: wikipedia)

 


Perché questa scelta è "il capitolo finale" della storia?

Questa "nomadismo" dell'organo chiude il cerchio perché:

  • Rispetta il Purismo: Nelle chiese storiche (come quelle romane o gotiche), permette di non aggiungere strutture permanenti che altererebbero il progetto originale.

  • Ottimizza l'Acustica: Un organo "nascosto" in una loggia perde molta della sua brillantezza sonora. Spostandolo fisicamente al centro dello spazio, il suono si diffonde senza ostacoli.

  • Interattività: L'organo diventa una "macchina liturgica" che si adatta all'uomo, e non il contrario.

Nota Tecnica: Oltre ai cuscinetti d'aria e alle ruote, esistono anche rari esempi di organi su binari a scomparsa o su perni rotanti che permettono di girare l'intera facciata dello strumento verso l'interno di una cappella o verso la navata principale.

Conclusioni

Scegliere di nascondere un organo non è mai un limite tecnico, ma una raffinata operazione intellettuale. Che si tratti di proteggere l’oro di un retablo spagnolo o di evocare cori angelici in una soffitta tedesca, l’organo "nascosto" ci ricorda che la musica sacra, al suo culmine, non ha bisogno di essere vista per essere sentita: deve semplicemente abitare il silenzio.






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