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L'ORGANO NASCOSTO:

Viaggio Europeo tra Trasaltar, Fernwerk, Sotto le Logge, oppure...

I^ parte: Organi Nascosti


In Spagna "los órganos en el trasaltar", in Germania il “Fernwerk”, il Italia "Organi a canne Sotto le Logge" oppure addirittura “Nascosti dietro l’altare”, sono organi o parti d’organo dislocati fuori dalla loro tradizionale collocazione al fine di permettere all'organo una maggiore integrazione con lo spirito ecclesiastico e contemplativo.  Spesso “Nascosti” al fine di non permettere che l’organo “distragga” il fedele dalla liturgia che il luogo richiede. In questo articolo: quattro organi nascosti ed invisibili...



Nell’immaginario collettivo, il grande organo a canne domina l’architettura sacra stagliandosi imponente sulla controfacciata o in tribune laterali ben visibili.

Tuttavia, esiste una tradizione costruttiva e liturgica che predilige la sottrazione alla vista, celando lo strumento in vani appositamente creati dietro l'altare maggiore o all'interno del presbiterio. Questa scelta, apparentemente limitante, nasconde in realtà complesse ragioni acustiche, liturgiche e simboliche, spesso volte a enfatizzare la dimensione mistica del suono piuttosto che la sua fonte materiale.

Iniziamo con questa prima parte un’esplorazione europea di questi "giganti invisibili", concentrandoci sui tesori nascosti d’Italia. Analizzeremo quattro casi emblematici in cui l'organo a canne è stato magistralmente dislocato dietro il fulcro liturgico della chiesa: dal monumentale Mascioni Op. 331 della Basilica di Follina all'austero Daniel Herz di Bressanone, passando per l'enigmatico strumento di San Francesco a Gubbio e culminando con il celebre Mascioni Op. 1074 della Basilica Superiore di Assisi. Preparatevi a scoprire come l'arte di nascondere il suono abbia dato vita ad alcuni dei più affascinanti e potenti capolavori organari della penisola.


L'Organo Mascioni (Op. 331) della Basilica di Follina

L'organo della Basilica è uno strumento moderno ma di grande pregio, costruito dalla famosa ditta organaria italiana Mascioni di Cuvio (Varese).  Fu inaugurato il 21 agosto 1921, in occasione del restauro radicale dell'abbazia (avvenuto tra il 1919 e il 1922) e della sua elevazione a Basilica minore da parte di Papa Benedetto XV.
Lo strumento ha subito successivi interventi di restauro e ampliamento, in particolare da Mascioni stesso nel 1962 e ancora nel 1996.
Si tratta di un organo a trasmissione elettrica (dopo le modifiche), dotato di due tastiere (di 61 note) e una pedaliera concavo-radiale (di 32 note). La sua disposizione fonica è ampia (31 registri), il che lo rende adatto a un vasto repertorio.
La Collocazione: "Nascosta" Dietro l'Altare!

La caratteristica più distintiva è la sua ubicazione: si trova nell'abside, in una posizione che, pur essendo centrale rispetto al presbiterio, non corrisponde alla tradizionale collocazione in controfacciata (sopra l'ingresso principale) tipica di molte chiese italiane.
È collocato a pavimento nell'abside, ovvero nello spazio semicircolare (o poligonale) dietro l'altare maggiore, dove solitamente si trova il coro dei monaci o del clero.
Non è in un unico blocco. Secondo le disposizioni foniche, l'organo è diviso in più corpi disposti a pavimento. La consolle (la parte con le tastiere e i registri) è mobile e indipendente, il che permette di suonare lo strumento da diverse posizioni all'interno del presbiterio.
Perché è Nascosto o Collocato Lì?
La scelta di questa collocazione è legata principalmente a due fattori:
Ragioni Architettoniche e Storiche della Basilica: La Basilica di Santa Maria a Follina è un gioiello di architettura romanico-gotica cistercense. Lo stile cistercense tende alla sobrietà e all'essenzialità, in linea con la regola monastica.
La navata centrale è caratterizzata da una purezza di linee. Collocare un grande organo in controfacciata avrebbe potuto alterare l'aspetto e la percezione delle proporzioni gotiche originali, coprendo possibilmente il rosone.
Quando l'organo Mascioni fu installato durante i restauri del 1919-1922, l'obiettivo era ripristinare le linee primitive della chiesa il più possibile. Mantenere l'organo fuori dalla navata principale aiuta a preservare la visione originale.
La collocazione nell'abside (o nel coro/presbiterio) è tipica degli organi chiamati "organi corali" o strumenti destinati ad accompagnare la liturgia e il canto dei religiosi o del coro in quella zona specifica.
Questa posizione è spesso preferita negli edifici monastici o abbaziali (come Follina, affidata dal 1915 ai frati Servi di Maria) per la sua praticità nell'accompagnamento delle funzioni che si svolgono attorno all'altare.
In sostanza, l'organo non è "nascosto" per motivi di segretezza, ma la sua posizione dietro l'altare è una soluzione che bilancia l'esigenza di avere un organo moderno e potente con il desiderio di rispettare l'estetica austera e le proporzioni storiche della magnifica architettura cistercense.


L'organo Daniel Herzdella Chiesa della Madonna del Chiostro a Bressanone

Nota anche come Chiesa della Madonna, il suo organo Daniel Herzè uno strumento di grande valore storico e artistico, noto per la sua storia unica e la sua collocazione particolare.
L'organo fu costruito tra il 1648 e il 1649 da Daniel Herz (1618–1678), un celebre organaro originario di Monaco che si stabilì a Bressanone, diventando il più famoso costruttore di organi del Tirolo nel XVII secolo.
Collocazione Unica: Lo strumento è considerato un unicum assoluto per la sua installazione: è collocato nel coro della chiesa, dietro l'altare maggiore, e risulta quindi non visibile dalla navata, poiché la parete dell'altare ne occupa tutta la larghezza.

Questa disposizione inusuale fu scelta per la collegiata annessa alla chiesa, i cui canonici arricchivano le celebrazioni liturgiche con musica vocale e strumentale. La posizione permetteva ai musicisti di eseguire le musiche in uno spazio dedicato e intimo (il coro), senza essere visti dalla congregazione.

Dalla navata, il visitatore vede solo le canne più grandi del registro Principale 8' e le canne "a forma di giglio" del registro di Pedale Posaune che sporgono oltre la cornice dell'altare.
L'organo è rimasto a lungo un guscio vuoto. È stato restaurato e filologicamente ricostruito nel 2010 dall'organaro olandese Hendrik Ahrend, riportando lo strumento al suo suono originale dopo circa due secoli di silenzio.


(Maggiori informazioni)


L'organo Morettini nella Chiesa di San Francesco a Gubbio

È un elemento di grande interesse storico e artistico.
La chiesa di San Francesco a Gubbio è stata dotata di un organo nel 1920, realizzato dalla rinomata ditta organaria Morettini di Perugia.
Lo strumento, ancora oggi funzionante, e contribuisce all'animazione liturgica e alla tradizione musicale della chiesa.
La famiglia Morettini è stata una delle più importanti famiglie di organari umbri, lasciando ben sette strumenti significativi a Gubbio. La presenza di un loro organo in San Francesco ne sottolinea il valore storico-musicale.

La collocazione dello strumento è nella zona del presbiterio o del coro, in fondo all'abside e dietro all'altare, come è tipico per gli organi a canne installati per l'accompagnamento delle funzioni liturgiche e per l'esecuzione di musica sacra.
È possibile che, nel corso degli anni o a seguito di ristrutturazioni, siano stati effettuati ulteriori interventi o che la chiesa sia stata dotata di altri organi o corpi d'organo in posizioni diverse (ad esempio, sul lato del presbiterio, come indicato in alcune fonti per altre chiese, o sulla controfacciata). Tuttavia, l'organo principale e storicamente rilevante in quell'epoca (1920) è quello attribuito alla ditta Morettini.


Organo Mascioni della Basilica Superiore di Assisi

Nella basilica vi è l'organo a canne Mascioni opus 1074[11], costruito nel 1985.

A trasmissione elettrica, conta 33 registri suddivisi fra le tre tastiere e la pedaliera. 
Le canne, senza mostra, sono tutte collocate nello spazio fra la parete dell'abside e gli schienali degli stalli del coro, che le celano completamente alla vista; la consolle, invece, si trova generalmente posizionata in coro. 

L'esplorazione di questi quattro gioielli organari italiani – il solenne Mascioni di Follina, il prezioso Daniel Herz di Bressanone, il discreto strumento di Gubbio e l’ingegnoso Mascioni di Assisi – ci ha mostrato come l'organo a canne non sia solo un'espressione di maestria costruttiva, ma anche un complesso progetto spaziale. La scelta di celare il corpo fonico dietro l'altare non è mai casuale; è una decisione che, per motivi storici, liturgici o di conservazione architettonica, trasforma radicalmente l’esperienza sonora.

In questi casi, il visitatore è chiamato a una doppia esperienza sensoriale: non si ammira lo strumento con gli occhi, ma lo si ascolta in una dimensione quasi eterea, dove il suono sembra provenire direttamente dallo spazio sacro, rafforzando l'idea dell'organo come voce della liturgia e ponte tra terra e cielo.

L'Italia, con la sua ricchezza di storia e architettura, ha saputo interpretare questa sfida con soluzioni uniche. Ma l'Europa riserva molte altre sorprese.

Appuntamento alla prossima parte, dove varcheremo i confini nazionali per scoprire come anche le grandi cattedrali e le chiese storiche di altri Paesi europei hanno adottato la potente e suggestiva arte della dislocazione nascosta.

La II^ parte di questo articolo è pubblicata all'indirizzo: L'ORGANO NASCOSTO: Viaggio Europeo tra Trasaltar, Fernwerk, Sotto le Logge.



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