DAL SILENZIO DI GIOTTO ALL'ARMONIA DELL'ANGELICO
L'Evoluzione dell'Organo nella Pittura Toscana
SQUILLI DI TROMBA NEL SIGLO DE ORO
Le "Battaglie" e l'Organo Barocco Spagnolo
Il periodo compreso tra il XVI e il XVII secolo, noto come il Siglo de Oro, ha rappresentato per la Spagna un'epoca di straordinario fervore culturale, artistico e politico. Mentre la nazione consolidava il proprio potere attraverso conquiste militari e spedizioni coloniali, l'arte e la musica fiorivano in modo senza precedenti. In questo contesto di grandezza e trionfo, l'organo a canne spagnolo ha sviluppato caratteristiche uniche al mondo, dando vita a un genere musicale tanto spettacolare quanto affascinante: le Battaglie (o Batallas).
Queste composizioni, nate per celebrare le vittorie militari e imitare il frastuono dei campi di battaglia, hanno trovato la loro massima espressione grazie a un'innovazione tecnica rivoluzionaria: l'introduzione delle canne ad ancia disposte orizzontalmente, note come chamade o trompetería de batalla.
L'idea di imitare i suoni della guerra in musica non è nata con l'organo. Le radici di questo genere affondano nella caccia medievale del XIV secolo, che utilizzava fanfare e grida di raduno, e nelle composizioni del XV secolo di Heinrich Isaac. Tuttavia, l'impulso decisivo arrivò nel 1515 con la celebre chanson vocale La guerre di Clément Janequin, scritta per celebrare la vittoria francese nella battaglia di Marignano.
Questa composizione, che imitava i segnali delle trombe militari e utilizzava testi onomatopeici per simulare il caos del combattimento, divenne immensamente popolare in tutta Europa.
In Spagna, i compositori per organo intuirono presto il potenziale di questo stile. Iniziarono a scrivere brani caratterizzati da ritmi vivaci, figure ostinate, accordi percussivi che simulavano il fuoco dei moschetti e dei cannoni, e melodie che ricalcavano fedelmente i segnali delle trombe da guerra. Le Batallas divennero così un genere a sé stante, capace di trasformare la chiesa in un teatro di epiche narrazioni sonore.
Nonostante il repertorio sopravvissuto di vere e proprie Batallas del XVII secolo conti solo una ventina di brani, queste composizioni sono tra le più amate ed eseguite nei concerti moderni. I compositori che si dedicarono a questo genere furono tra i più illustri musicisti del loro tempo.
Per rendere giustizia a queste composizioni spettacolari, l'organo iberico dovette evolversi. All'inizio del XVII secolo, la famiglia di organari Echevarría introdusse un'innovazione che avrebbe cambiato per sempre l'estetica e il suono dell'organo spagnolo: le canne ad ancia disposte orizzontalmente sulla facciata dello strumento.
Questa disposizione, nota come trompetería de batalla o chamade, non era solo una scelta estetica di grande impatto visivo, ma rispondeva a precise esigenze acustiche e costruttive. Proiettando il suono direttamente verso la navata, senza gli ostacoli interni della cassa armonica, queste canne producevano un suono di una potenza e di una brillantezza inaudite, perfetto per imitare gli squilli delle trombe militari.

Il timbro inconfondibile, squillante e quasi "aggressivo" delle trombe spagnole deriva dalla particolare costruzione delle canne ad ancia. A differenza delle canne ad anima (i flauti e i principali), il suono in una canna ad ancia è prodotto dalla vibrazione di una linguetta metallica.
Il "motore" della canna, nascosto all'interno di un cilindro inferiore chiamato boot (o piede), è composto da tre elementi fondamentali:
Lo shallot (o calice): un tubo di ottone robusto, aperto su un lato.
La linguetta (tongue): una sottile striscia di ottone elastico. Realizzata in ottone martellato a freddo, veniva curvata a mano (il cosiddetto gancho). Una curvatura minima permetteva alla linguetta di vibrare istantaneamente al primo afflusso d'aria, garantendo la precisione necessaria per i ritmi serrati delle Battaglie.
Il cuneo (wedge): un pezzo di legno che fissa saldamente la linguetta e lo shallot.

La particolarità degli organi iberici risiede nel design dello shallot: a differenza di quelli tedeschi (più larghi e pesanti) o inglesi (rastremati e chiusi), lo shallot spagnolo è caratterizzato da pareti sottili, una forma parallela e una profondità ridotta. Abbinato a linguette di ottone molto sottili che vibrano con estrema facilità sotto una pressione dell'aria relativamente bassa, questo sistema produce un suono incisivo, robusto e ricco di armonici.
È il suono perfetto per simulare l'urlo di battaglia.
Per comprendere appieno la magnificenza di questo repertorio, è necessario ascoltarlo sugli strumenti per i quali è stato concepito. La Spagna conserva un patrimonio inestimabile di organi storici, molti dei quali restaurati e perfettamente funzionanti.
Tra i luoghi più suggestivi dove la trompetería de batalla domina ancora lo spazio sonoro, spicca la Cattedrale di Segovia.

Qui si trova l'organo costruito da Joseph Echevarría tra il 1769 e il 1772, considerato il culmine dello stile organario iberico. Dotato di due facciate contrapposte, permette di creare effetti di eco straordinari, fondamentali nelle composizioni barocche.
Altrettanto celebre è l'organo della Colegiata di Santa María a Daroca, in Aragona, lo strumento su cui suonava il grande Pablo Bruna. Non si possono poi dimenticare i monumentali organi delle cattedrali di Toledo...

Salamanca...
e Saragozza... dove le canne orizzontali in ottone si protendono minacciose e splendenti verso i fedeli, pronte a far risuonare ancora oggi gli echi gloriosi del Siglo de Oro.
Le Batallas rappresentano un unicum nella storia della musica: un perfetto connubio tra l'ingegno compositivo, l'abilità artigianale e lo spirito di un'epoca. Ascoltare una Batalla Imperial eseguita su un organo storico spagnolo significa fare un salto indietro nel tempo, immergendosi in un'esperienza sonora che, a distanza di secoli, non ha perso nulla della sua travolgente potenza.
Trattati Storici (Le fonti primarie)
Questi testi sono essenziali per capire come gli organisti del '600 e '700 pensavano il suono delle Battaglie:
Francisco Correa de Arauxo, Facultad Orgánica (Alcalá de Henares, 1626): È il testo sacro. Sebbene si concentri sulla tecnica esecutiva, spiega l'uso dei medios registros (registri spezzati), fondamentali per far dialogare le ance con i fondi.
Pablo Nasarre, Escuela Música según la práctica moderna (Zaragoza, 1724): In quest'opera enciclopedica, Nasarre dedica ampi capitoli alla costruzione dell'organo, descrivendo con precisione i registri e la struttura fonica ideale dell'organo barocco spagnolo.
Bibliografia Moderna (Tecnica e Restauro)
James Wyly, "The Pre-Romantic Spanish Organ" (in The Musical Quarterly)
Rudolf Reuter, Orgeln in Spanien (Bärenreiter, 1986)
Louis Jambou, Evolución del órgano español: siglos XVI-XVIII (Ethos-Música, 1988)
Riferimenti
Baroque Iberian Battle Music for the Organ, The Diapason.
Antonio de Cabezón at the Centre of the World, mdwPress.
Sebastián Aguilera de Heredia, el organista de la Seo de Zaragoza, Música Antigua.
El esplendor del órgano barroco español, Música Antigua.
Pablo Bruna, el ciego de Daroca, Documentazione storica.
Juan Bautista Cabanilles, The Diapason.
The Early Iberian Organ: Design and Disposition, The Diapason.
Reed Pipe Construction, Organ Historical Society.
From Trompeta to Ophicleide: An Introduction to Historic Reed Shallots, The Diapason.
Segovia Cathedral: Echevarria organ (1772), Sonus Paradisi.
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